Con i suoi 14 Km di spiagge vellutate, la città di Senigallia, arricchita di inestimabili valori storici e architettonici, è una delle città di maggior prestigio marchigiane.
La storia della nascita di Senigallia si perde nel tempo e precisamente bisogna ritornare indietro di almeno un migliaio di anni, quando una tribù di Galli Senoni vi si stabilì durante il IV secolo. Il suo nome deriva appunto dai Galli che furono sconfitti dai Romani, dopo estenuanti battaglie. Una volta che i Romani si furono stabiliti a Senigallia fecero, in breve tempo, diventare la cittadina un importante centro nell'età Imperiale; fino a quando non arrivò il pesantissimo saccheggio delle truppe di Alarico che devastarono completamente la città, ma l’orgoglio ferito senigalliese risorse in poco tempo. E in poco tempo la stessa Senigallia si riprese ritrovandosi al centro dell’Esarcato di Ravenna e della pentapoli marittima.
Nel XII secolo divenne poi baluardo dello stato pontificio come libero comune e dietro la protezione del Papa partecipò alle diverse e innumerevoli lotte di potere che si svolgevano in quel periodo, ma il primo e vero signore della città divenne Sigismondo Pandolfo Malatesta, già signore di Rimini e Fano. Purtroppo per lui ottenne dal Papato una città semidistrutta e in preda a feroci lotte di potere, saccheggi compiuti da popolazioni straniere e molto spopolata per via di tantissime uccisioni: così iniziò la storia della nuova Sena.
Rimessasi in piedi in poco tempo, la città di Senigallia si dotò di una potente cinta muraria e nuove difese; le quali non bastarono a Sigismondo Malatesta per fargli perdere la Signoria.
Nel 1474 il Papa, Sisto IV, donò la città al nipote Giovanni della Rovere, signore di Urbino, il quale regalò alla città Senigalliese due opere di grande valore giunte fino a noi e precisamente la rocca e il palazzo ducale. Queste due opere rinascimentali, insieme al Palazzo Baviera, diventeranno i fulcri della città; soprattutto la Rocca che fu costruita per far fronte al crescente pericolo dell’invasione turca, i quali si stavano avvicinando prepotentemente all’Adriatico. Sotto la dinastia della famiglia Urbinate, la città assistette ad uno sviluppo prorompente, dall’agricoltura al commercio, dall’arte alla politica e alle scienze. Capitano di ventura, Giovanni, diede poi inizio ad un’importante e lunga signoria: quella dei Della Rovere, in seguito signori di Urbino.
I ventisette anni del governo del Della Rovere, che muore il 6 novembre 1501, segnano un periodo particolare nella storia di Senigallia: l'unico in cui la città è capitale di uno Stato che il "principe nuovo" crea nelle sue strutture fondamentali, dotandola di Statuti e di Catasti e ripensando l'assetto urbanistico, non solo con una più funzionale cinta muraria e con una più potente rocca, fulcro delle difese a mare, ma anche con lavori di bonifica della zona paludosa delle Saline, di arginatura del fiume Misa, con spazi verdi e "mattonando e saligando tutte le strade".
Giovanni ha a sua disposizione gli architetti di Federico da Montefeltro: Gentile Veterani progetta il rivellino; Luciano Laurana struttura il corpo centrale della Rocca nel quale ricava appartamenti che accolgano la corte in caso di emergenza ed effettua anche il collegamento con la piazza antistante; Baccio Pontelli realizza i quattro massicci torrioni che inglobano la parte residenziale. Nei primi decenni del '900 si afferma l'immagine di Senigallia come sede privilegiata del nascente turismo balneare. Un monumento celebrò in modo splendido questa vocazione della città, la Rotonda a Mare inaugurata nel 1933.
Signore di una piccola corte, segnata dall'austerità dei costumi e da una profonda religiosità, fa progettare da Baccio Pontelli il Convento e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Egli non vedrà la fine dei lavori della complessa struttura, iniziata nel 1491, certamente destinata ad essere la tomba di famiglia e, forse, edificata per sciogliere il voto fatto alla Madonna e a San Francesco per ottenere la grazia di un figlio maschio. Francesco Maria nasce nel 1490 e, per l'estinzione della casata dei Montefeltro, diventa duca di Urbino nel 1508, primo della dinastia roveresca destinata a durare fino al 1631.
A partire dal 1600, la città incomincia quindi a farsi conoscere in tutto il mondo, con la famosa “Fiera della Maddalena” e, anche grazie alla "Franchigia Portuale", riesce a svilupparsi sotto vari punti di vista: da quello navale a quello politico. Senigallia incomincia a fiorire un vivo e attento interesse per il libero scambio, allora vero capolavoro di politica moderna, e raggiunge così il suo massimo fulgore. Grazie a questo intenso commercio, arrivano da tutto il mondo migliaia di tipi di prodotti diversi, dal legname ai profumi, dalle spezie ai manufatti, attraccando così al porto della cittadina adriatica più di 500 navi provenienti da tutto il mondo. Quattordici consolati esteri proteggono gli interessi dei mercanti che accorrono nei giorni della celebre Fiera franca della Maddalena, mentre nel XIX secolo essere patria del papa Pio IX consente alla città di Senigallia di vivere ancora da protagonista nella storia Per circa 150 anni la città diventerà il punto d’incontro dei commerci e della cultura delle nazioni levantine e del centro Europa.