La città di Numana
Situata all'interno del Parco del Cònero, Numana si divide in una parte Alta, sul pendio della collina, e una Bassa, lungo il porto e l'arenile. Il litorale ha conseguito l'ambito riconoscimento di Bandiera Blu per pulizia e vivibilità delle sue spiagge. Ha duplice conformazione: a nord del porticciolo presenta una costa a falesia, con spiagge nascoste tra insenature; a sud, fino a Marcelli, una larga spiaggia di ghiaia fine, più facilmente accessibile. Dai giardini è possibile godere di un notevole panorama su tutto il litorale, così come dalla terrazza della torre. Alle spalle della città si aprono i campi coltivati e la boscaglia mediterranea. Il Monte Cònero sullo sfondo fà da suggestiva cornice al diversificato.
Antico porto piceno rifondato dai siracusani, dal V sec. a. C. Numana è inclusa nelle rotte ateniesi: diviene così famoso emporio e centro di smistamento delle merci greche verso l'interno e il medio adriatico. Colonia e poi municipium romano, nel medioevo decade progressivamente in seguito a terremoti e saccheggi. Nel 1532 è sotto il Governo dei Vescovi di Ancona.
Negli ultimi anni, da umile villaggio di pescatori si è trasformata in una modernissima città turistica, pur mantenendo un buon equilibrio con il centro storico. Il porticciolo turistico è oggi attrezzato per la fonda ed il rimessaggio di numerose imbarcazioni da diporto.
Testimonianze della civiltà picena sono conservate nel Museo Archeologico di Ancona e nell'Antiquarium di Numana, al momento aperto solo in parte. Idee simbolo della città sono la Torre, arco dalle origini ancora sconosciute, e la Costarella, vicolo popolare e caratteristico che d'estate si traforma in un palcoscenico naturale per mostre pittoriche. Notevole è anche il Crocifisso ligneo romanico conservato nell'omonimo santuario.
La nascita di Ancona e l'espansione si Roma furono soltanto le cause iniziali del suo declino, infatti nel 558 d.C. una buona parte del bastione di argilla su cui poggiava l'antica città e che formava il porto precipitò in mare a causa di un terremoto.
Tuttavia fu provincia bizantina facendo parte della Pentapoli con Ravenna, fu occupata dai Longobardi, conquistata dai Franchi ed in seguito consegnata alla Chiesa. Già dai primi secoli fu sede vescovile e fino al 1000 d.C. viene continuamente menzionata a proposito di importanti trattati tra l'imperatore e Venezia, alleanze, controversie doganali e territoriali, anche se talvolta con nome deformato in Humana e più tardi in Umana. Soltanto con l'unità d'Italia (questa è storia recente) riprende l'antica N, insieme alla dignità che si era persa per oltre 1000 anni.
Malgrado la decadenza fosse già evidente nel 1000, partecipò ancora nel XIII sec a guerre tra castelli vicini: Ancona, Osimo, Castelfidardo, Recanati, ora alleata con gli uni, ora con gli altri. Essendo la Numana antica costruita su un costolone di marne poco stabili, anche il terremoto del 1298 fu rovinoso. Non bastando, nel giro di poche decine di anni nel sec XIV subì ben tre saccheggi.
Il primo arrivò di notte, all'improvviso, da parte di Ancona. L'anno precedente, con il Papa ad Avignone, entrambe le città si erano ribellate al dominio della Chiesa, ma nel frattempo Numana si era riconciliata con il Papa ed il saccheggio era la punizione. I Numanesi non devono averla presa molto bene se anche adesso l'iscrizione ad un dipinto presente nel palazzo comunale ricorda quel saccheggio con parole non proprio gentili.
Il secondo saccheggio arrivò da parte del capitano di ventura Fra' Morreale che, chiamato dal cardinale Albornoz a porre termine ai disordini antipapali nel piceno e ad abbattere le superstiti signorie, mise a sacco ben 44 castelli. Curiosamente Numana non era nella lista, ma poichè era stato posto l'assedio a Sirolo e questo aveva resistito, Fra' Morreale si consolò saccheggiando la vicina e quasi indifesa Numana.
Infine il terzo saccheggio arrivò da parte del condottiero Migliajo al soldo del Governatore della Marca per vendicare il ritardo di un pagamento che, poi fu ammesso, non era dovuto. Un'altra piccola curiosità è data dal fatto che le scuse formali per il saccheggio di troppo furono presentate ad Ancona, in quanto "padrona" di Numana e non a Numana stessa.
Le dispute con Sirolo non sono mai mancate: per i confini, per le saline, ed altro ... e perfino per il possesso del Crocifisso.
Nel 1400-1500 Numana è descritta ormai solo come un cumulo di rovine e paesucolo presso Sirolo. ("Humana ruinata" riportano le carte geografiche). Il vescovo di Ancona che verso la metà del XVI sec per breve periodo prende la giurisdizione civile su Numana inizierà a fregiarsi del titolo di conte di Numana insieme a quello di vescovo di Ancona e Numana.
Tornata sotto il dominio di Ancona il seguito della sua storia si confonde con quella dello Stato Pontificio e poi con l'unità d'Italia.
Nel 1778 la costruzione del palazzo vescovile, attualmente sede del Municipio, in piazza Santuario rappresenta idealmente il punto di svolta, anche se il lento ma continuo aumento della popolazione (sintomo di rinascita economica) era iniziato già oltre 100 anni prima ricominciando dai 300 abitanti di allora.