Montelabbate sorge a ridosso della bassa valle del Foglia, vicino a Pesaro (12 km). Come suggerisce il nome stesso è l’antico ’Monte dell’Abate’, un castello già di proprietà dell’antica abbazia di S.Tommaso in Foglia (sec.X). Di quest’antico complesso può essere ancora visitata la severa chiesa romanica a tre navate. Qui morì nel 1047 Papa Clemente II colpito da malaria e qui soggiornò nel 1137 l’imperatore Lotario III in occasione della sua discesa in Italia.
I Malatesta eressero a Montelabbate una rocca della quale rimane ancora il maschio con piccola cella carceraria. In parte rovinata, la rocca fu poi trasformata nel 1521 in abitazione del Capitano, diventando poi sede di Gian Giacomo Leonardi e dei suoi successori dopo che il duca Guidubaldo II Della Rovere gli cedette in feudo il relativo territorio.
Il paese di Montelabbate, con il sottostante borgo, è oggi soprattutto noto per l’annuale ’Sagra delle pesche’: occasione per far gustare il caratteristico frutto di cui le campagne circostanti sono grandi produttrici.
Di particolare bellezza la visita a Castello Farneto, il piccolo borgo dentro le mura dell'antico maniero risalente al X sec. che ha mantenuto intatta la sua struttura e da cui si gode un magnifico panorama. Il Castello, fondato sulle rovine del tempio di Priapo, fu sottoposto alla giurisdizione dell'Abbadia della quale seguì le sorti. Oggi rimangono le mura e parte del caseggiato. A Farneto ebbe i natali B. Michelina Metelli (1336) e la nobile famiglia dei Farneti, fra cui il giureconsulto Aurelio, podestà di Firenze (1513)
Il Castello invece, sorto attorno al XII sec. fu fatto costruire dai monaci della Badia di San Tommaso per difendersi dalle scorrerie di soldati e predoni, frequenti nella vallata dopo la disgregazione del mondo feudale. L'Abate di San Tommaso ne farà la sua residenza abituale amministrando i molti uffici al riparo delle possenti mura. Illustri famiglie si contesero il Castello per la sua importanza strategica : I Malatesta, signori di Pesaro, innalzarono la Rocca, gli Sforza restaurarono le mura e costruirono il piccolo torrione di levante, voluto dal giovane Costanzo che qui amava soggiornare e che vi morì nel 1483. Una suggestiva passeggiata nel folto della vegetazione permette di scoprire antichi ruderi e il torrione restaurato, dal quale si gode uno splendido panorama
Monumento nazionale del X° secolo, l'Abbadia sorse attorno al 980 sui resti di un preesistente tempio di epoca romana per opera dei monaci benedettini. L'Abbadia faceva parte di un imponente complesso costituito dal monastero con il chiostro, il cimitero, le case e gli opifici dei famigli. Di tutto questo resta oggi solo la maestosa chiesa in stile romanico a tre navate, sulla facciata il portale di pietra bianca sovrastato da una bifora. Centro di vita religiosa l'Abbadia acquistò grande fama e, fra le sue mura, trovarono ospitalità personaggi illustri.
Papa Clemente II si fermò colpito da malaria e qui mori il 9 ottobre 1047; in suo ricordo vennero murate tre croci sulla facciata della chiesa. Nel 1137 alloggiò l'imperatore Lotario III sceso in Italia a combattere in difesa della cristianità. Un attento restauro ha restituito la badia alla struttura originaria come oggi possiamo ammirarla. La preesistenza di un tempio romano è dimostrata da numerosi reperti: monete, pietre lavorate, tombe. Di particolare interesse un capitello dove sono scolpite tre protomi umane risalenti al secolo VIII che fanno ipotizzare la presenza di una chiesa antecedente l’abbadia.