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La città di Jesi

La città di Jesi - Moreschi Servizi Immobiliari
Jesi, che conta ormai  più di 40.000 abitanti, è il fulcro della Vallesina con importanti testimonianze storiche e deve la sua notorietà al fatto di essere la città natale di Federico II di Svevia e al musicista G.B.Pergolesi.

La sua origine è dovuta, probabilmente, ad una colonia di Umbri: poi vennero gli Etruschi, i Galli Senoni e quindi i Romani che la chiamarono Aesis. Più volte distrutta da Visigoti, Ostrogoti e Longobardi risorse e fu sempre riedificata sulle stesse rovine. Pipino la donò nel 756 alla Chiesa di Roma ed i monaci benedettini fecero una opera di bonifica di grandi dimensioni.
Una serie di imprevedibili circostanze portò il 26 dicembre del 1194 Costanza d'Altavilla, consorte dell'imperatore Enrico VI, a partorire tra le mura di Jesi una delle figure più affascinanti ed enigmatiche della storia, Federico II di Svevia. All'epoca la città, già libero comune dall'XI secolo, era una tenace sostenitrice dell'Impero e destinata per questo a pagare un caro prezzo nelle estenuanti lotte tra guelfi e ghibellini, che la prostrarono fino alla metà del Trecento. Definitivamente passata sotto il controllo pontificio nel 1447, Jesi visse allora una seconda età comunale che vide il rafforzamento della cinta muraria, eretta nel Trecento, e la complessiva riorganizzazione degli spazi urbani al suo interno.

Nel 1517 fu saccheggiata dalle truppe di Urbino in lotta contro il Papa; nel 1831 tentò anche la costituzione di un proprio governo ma l'esperimento fallì ed anche Jesi seguì le vicende dell'intera Regione.

Fulcro del centro storico, che si sviluppò su una modesta altura lungo il basso corso del fiume Esino, è la piazza intitolata al suo tanto illustre e casuale figlio, sorta sull'area di quello che fu il foro romano dell'antica Aesis, di fondazione umbra ma divenuta colonia romana nel 247 a.C. Dopo secolari avvicendamenti architettonici, sulla piazza si affacciano oggi alcuni eleganti palazzi barocchi, la facciata neoclassica del Duomo, ed il vecchio Seminario, che ospita il Museo diocesano.
Lungo la strada per il Duomo si inontra il più importante edificio cittadino: il Palazzo della Signoria, dalle semplici geometrie rinascimentali che fu costruito su disegno di Francesco di Giorgio Martini a partire dal 1487. Sulla facciata, al di sopra del portale tardo-cinquecentesco, campeggia il simbolo di Jesi, «uno bello, polito et magnifico Lione», rampante e coronato, aggiunto nel 1498, mentre la tozza torre che si leva sulla sinistra è un rifacimento seicentesco. Di perfezione austera  anche se di misure piuttosto contenute (neanche 30 metri di lunghezza per lato e appena 23 di altezza), il palazzo racchiude all'interno un bel cortile a due ordini, con un bel loggiato superiore realizzato dal Sansovino nel 1519.
Proseguendo lungo Via Giovan Battista Pergolesi, intitolata al celebre compositore che qui nacque nel 1710, e usciti dal nucleo romano-medievale attraverso l'Arco del Magistrato, si arriva in breve al Palazzo Pianetti, residenza settecentesca con piano nobile impreziosito da una galleria rococò a stucchi policromi. Esso ospita attualmente la Pinacoteca civica, tra le cui ricche collezioni spicca un importante nucleo di dipinti di Lorenzo Lotto, realizzati tra il 1526 e il 32.

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