Di origine medievale, Belvedere Ostrense fu fondata, presumibilmente, dai Monaci di San Giovanni di Arcignano; per un periodo nella sua storia, fu parte dello Stato jesino. Il Cardinale Albornoz, nel 1355 la cedette a Nicolò di Boscareto, che diede inizio alla Vicaria di Belvedere fino agli inizi del 1400. finchè nel 1451 la formidabile rocca di Belvedere venne distrutta.
Da questo periodo il paese prese il titolo di "Terra" ed allargò i confini del suo territorio. Nel 1860 fu dichiarato Comune della provincia di Ancona. Infine, nella seduta consiliare del 20 novembre 1862, in base alla convinzione corrente che Belvedere fosse sorto dalle rovine di Ostra, si ottenne di chiamare il paese Belvedere Ostrense.
Il Castello: la struttura attuale risale al '400 e le sue mura cingono su tre lati il centro storico. Il giro delle mura offre una veduta panoramica sulle colline marchigiane.
Palazzo Baleani: dal 1872 è sede del Municipio. All'interno è conservato lo stendardo detto "Pallio", unico esemplare, che i castelli soggetti a Jesi dovevano presentare alla città in occasione della festa del santo patrono.
Museo Internazionale dell'Immagine Postale: questo museo nasce del fatto che patrono di Belvedere Ostrense è San Rufo "tabellarius" (cioè portalettere) romano martirizzato e per questo eletto dalla Chiesa a patrono dei postini. Non è un museo filatelico, ma una raccolta d'immagini che illustrano i sistemi postali dei vari paesi del mondo. C'è una particolarità: è la "sezione artistica" dove sono raccolti c.a. 400 francobollil eseguiti da pittori, scultori e grafici italiani e stranieri famosi.
Il territorio agricolo è caratterizzato da un'intensa attività agricola ma anche i vini sono tutti da gustare: il Verdicchio dei Castelli di Jesi, la Lacrima di Morro d'Alba e il Rosso Piceno.