Posta in posizione collinare, all'inizio della valle che domina fino all'Adriatico, Arcevia ancora oggi è circondata interamente da una possente cinta muraria in pietra bianca. Conserva ancora la struttura urbanistica medioevale ed è stata centro culturale, turistico ed agricolo importante fin dal Rinascimento. Il suo vasto territorio conserva reperti molto interessanti che vanno dal periodo neolitico alla necropoli gallica di Montefortino, nel Museo Archeologico Statale del Centro Storico. Dopo complessi lavori di restauro, nel 2007 è stata riconsacrata l'antichissima Chiesa dell'Arcangelo Michele, che è anche la prima Chiesa in Italia dedicata alla Polizia di Stato.
La sua posizione strategica, all'incrocio delle tre regioni della Marca, dell'Umbria e del Ducato di Urbino le conferì in ogni tempo, ed anche nel Medio Evo, una importanza eccezionale.
Il territorio arceviese presenta insediamenti storici che vanno dalla preistoria ai giorni nostri. Secondo un'antica leggenda, l'origine del centro abitato di Rocca Contrada (vecchio nome di Arcevia), risalirebbe all'epoca dell'invasione franca al seguito di Carlo Magno, come sembra indicare anche la dedica della Chiesa principale a S. Medardo, anticamente molto venerato oltralpe. Rocca Contrada, nella sua posizione di confine, si fortificò sino a diventare libero comune tra il XII e XIII sec. Infatti all'inizio del secolo XIII circa 40 castelli, oltre numerosi villaggi, dipendevano dalle sue leggi, e molte delle più antiche e nobili famiglie d'Italia erano iscritte tra i suoi cittadini.
Sin dall'inizio del '200 si costituì Comune indipendente. Forte nelle armi, divenne, per la sua potenza guerresca, arbitra delle sorti dei Comuni e Principati vicini. Eroicamente respinse i diversi assedi che le posero i Malatesta per conto del re di Napoli, il Piccinino, in modo particolare quello comandato dai celebri Capitani di Ventura Agnolo della Pergola e Pietro Navarro.
In visita ai suoi luminosi titoli e privilegi, Pio VII, nel 1816, confermò a Rocca Contrada, il titolo di Città, col nome di Arcevia, titolo che le era stato conferito solennemente nel 1266 con una Bolla di Clemente IV. Arcevia fu importante nella protezione delle Arti e degli Studi ed ebbe in ogni epoca insigni grammatici, umanisti famosi e cattedre regolari di eloquenza, retorica, filosofia e lingua greca. Ebbe anche tre Accademie letterarie.
Grandi favori, tra le sue mura, ebbero celebri artisti del Rinascimento; vi nacquero infatti il pittore Ercole Ramazzani, i letterati Angelo Rocca e Giovanni Crocioni, l'architetto Andrea Vici, il fisico Giuseppe Gianfranceschi, il filosofo Fernando Palazzi.
Arcevia conserva ancora oggi intatte alcune opere di Luca Signorelli, Giovanni della Robbia, Ercole Ramazzani ecc.
Il Museo della Resistenza, centro di documentazione per la pace è dedicato alle 70 vittime cadute sul Monte S.Angelo il 4 maggio 1944 durante la Resistenza .